Altofest 2016
30 giugno - 3 luglio

Per il quarto anno consecutivo, abbiamo partecipato ad Altofest, che non è un festival o una vetrina di teatro, ma molto di più. È una comunità, è una sfida, è un luogo di incontro con vecchi e nuovi amici, è un luogo di confronto tra artisti, operatori e cittadini.
Quest'anno siamo stati ospitati da Paola Silverii e le sue due figlie, Awa e Sofia. Un bell'appartamento in via Santa Maria Antesaecula 92, non lontano dalla casa di Totò nel cuore di Rione Sanità. Abbiamo deciso di mettere in gioco il nostro ultimo lavoro, Dopolavoro#MemorieDelSuolo, nato un anno fa in residenza Verdecoprente nel piccolo comune di Alviano (TR). Dopolavoro si interroga su cos'è un luogo e lo va a cercare grazie ai racconti degli intervistati. Abbiamo voluto mettere a confronto ciò che è luogo ad Alviano con la sensibilità del pubblico napoletano e della comunità di Altofest. La domanda che abbiamo lasciato a chi è venuto a vederci è "Qual è il vostro luogo?".
Questa è la planimetria di Casa Silverii

L'ingresso ha ospitato un'installazione di cartoncini rossi e blu con frammenti di racconti del dopolavoro.
In cucina, in dialogo con i messaggini, i disegni, i magneti della famiglia Silverii, abbiamo deciso di posizionare la nostra Mind Map, la mappa concettuale della performance, ovvero, da dove siamo partiti: le connessioni trasversali tra i concetti, le immagini e le informazioni e i testi che ne sono scaturiti.
Atrio e cucina


Salotto: la performance vera e propria si è svolta in salotto. Abbiamo cercato di usare la maggiorparte dell'appartamento, compreso il corridoio da cui Donna Olimpia/mantide/cameriera entrava in scena





Video: le interviste agli abitanti di Alviano sono state proiettate nella parete bianca del salotto


Il terrazzino: dove Donna Olimpia e il Partigiano si trasformano in "supereroi"


Paola Silverii: la proprietaria di casa

Le foto sono state scelte tra quelle pubblicate su Facebook: ringraziamo gli autori